domenica, marzo 25, 2012

Sulle domande del potere (dal Trattato del Ribelle)

« Nell'epoca in cui viviamo gli organi del potere ci interrogano senza posa, e certo non si può dire che siano animati esclusivamente da un'ideale brama di conoscenza. Quando ci interpellano con le loro domande, non cercano il nostro contributo alla verità oggettiva né, tanto meno, alla soluzione di questo o quel problema particolare. Ciò che gli importa non è la nostra soluzione, bensì la nostra risposta. [...]


L'essere umano è ridotto al punto che da lui si pretendono le pezze d'appoggio destinate a mandarlo in rovina. E oggi bastano delle inezie a decidere la sua rovina. [...]

Le domande incalzano sempre più da vicino, si fanno sempre più assillanti, e sempre più importante diventa il modo in cui noi rispondiamo. Non dobbiamo dimenticare che anche il silenzio è una risposta. Ci chiedono perché abbiamo taciuto alla tal ora e nel tal luogo, e ci rilasciano una ricevuta per le nostre risposte. [...]

E' soprendente come in tale situazione tutto diventi risposta, in questo senso particolare, e quindi materia di responsabilità. [...]

L'arte del comando non consiste semplicemente nel porre la domanda nel modo giusto, essa si rivela altresì nella messa in scena, nella regia di cui detiene il monopolio. L'evento va presentato come un coro assordante che suscita insieme terrore e ammirazione »
 
Ernst Jünger (dal Trattato del Ribelle, Adelphi)

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