sabato, luglio 31, 2010

Per dirla, semplicemente, con Frédéric Bastiat

Ogni sovvenzione statale è arbitraria, ingiusta, conflittuale, inefficiente, inutile.

E’ arbitraria. Perché le risorse statali - che non sono proprie dello stato, giacché lo stato non ha risorse proprie, bensì prelevate dalla società civile e dal tanto imperfetto mercato -, come tutte le risorse economiche, sono limitate e scarse. Pertanto ogni scelta politica, al pari di ogni scelta economica privata cioè di ogni azione umana, comporta una discriminazione.
Quando un ufficio politico decreta di destinare 1.000 Eur all’industria cinematografica, va da sé che compie una scelta arbitraria (il sottoscritto preferirebbe ad esempio destinare quelle risorse al MpV, ritenendolo più giusto e finanche economicamente vantaggioso).

E’ ingiusta e conflittuale. Compito della legge positiva è al massimo l’affermazione della giustizia ossia l’organizzazione pubblica del principio individuale di sicurezza e legittima difesa, diritto naturale di ogni uomo. Giustizia è l’habitat in cui a ciascuno è garantita la sua libertà e la sua proprietà (il frutto del proprio lavoro). Quando i rivoluzionari fondatori della modernità politica hanno preso a teorizzare e praticare in modo ordinato e sistematico altre finalità della legge positiva (per esempio il principio della fraternità, poi variamente interpretato), la legge si è pervertita ed è diventata ingiusta: si è appunto sostituita sistematicamente la legge naturale, che per il credente è la legge divina, cioè la legge del Padre, con il potere dell’uomo sull’uomo, come ben è stato programmaticamente enunciato.
Nel momento stesso in cui la legge (il potere) dice: questa attività è bella e buona, per questo dobbiamo sovvenzionarla, la legge diventa strumento infinito di ingiustizia. Anche nel caso in cui il suo “oggetto sociale” sia veramente bello e buono: la legge diventa un idolo che si sostituisce all’umanità. Dobbiamo riporre la nostra fiducia ultima nella legge positiva, che si fonda sempre sulla forza ed agisce con la minaccia del carcere, nei politici che la scrivono, o nella libera umanità? Forse che di questa umanità che andrebbe secondo lorsignori continuamente corretta, non partecipano gli stessi politici che si pretendono “correttori”?
Secondo il paganesimo politico tanto in voga, pare di no, i politici sono i “perfetti” che perseguono una società perfetta.
Naturalmente questa inflazione dei compiti della legge positiva (che la scienza della politica chiama “sovraccarico della democrazia”) sviluppa una continua pretesa e protesta nei confronti dello stato, considerato il responsabile di ogni nostra personale disgrazia. Ed è naturale che sia così, dal momento che si rifiuta uno stato che persegua l’obiettivo limitato della giustizia (difesa della libertà personale e della proprietà). Con il che la favola dello stato neutro che placa il conflitto sociale si rivela per quello che è: una finzione facilmente sperimentabile nella politica di tutti i giorni che, in realtà, moltiplica i conflitti sociali e le contestazioni.
Ma perché allora ogni sovvenzione statale è ingiusta? Tornando all’esempio suindicato di quei 1.000 Eur destinati all’industria cinematografica, 0,50 Eur saranno stati prelevati forzatamente dalle mie tasche, mia proprietà frutto del mio lavoro, per destinarli ad un settore che mai personalmente mi sognerei di dover finanziare.
Questa spoliazione legale è ingiusta ed eticamente insostenibile.

E’ inefficiente. Questa “obiezione” alla sovvenzione statale non necessita di particolari chiarimenti, non fosse per la necessità di sottolineare che tutta la macchina politico/burocratica che decide, gestisce e distribuisce le sovvenzioni statali non è affatto “gratuita” e nemmeno davvero interessata a far fruttare al meglio i propri investimenti (o meglio gli investimenti da sé decisi, con soldi altrui). Se un magnate privato decidesse di destinare 1.000 Eur all’industria cinematografica certamente seguirebbe con maggiore attenzione il proprio investimento e gli stessi beneficiari si sentirebbero più responsabilizzati. Si dirà: “potrebbe anche essere vero, ma il magnate privato se finanzia lo fa esclusivamente per qualche suo interesse economico”. Anche questo naturalmente non è necessariamente vero ed indica la consueta sfiducia nell’umanità tipica di chi si è dato per idolo la legge costruttivista. A parte il fatto che “interesse economico privato” non è una bestemmia (bensì uno degli strumenti che hanno fatto grande la nostra Civiltà), è certo che alla base di ogni sovvenzione statale ci sta un interesse politico ed ideologico naturalmente ingiusto (vedi sopra), oltre che un interesse economico del politico e del burocrate, i quali dovrebbero pur trovarsi un lavoro qualora non potessero più sfruttare il lavoro altrui.
La libertà – «che è un atto di fede in Dio e nella sua opera» (Bastiat) – è giusta e complessivamente più efficiente della schiavitù.

E’ inutile. Ma, si dirà, lo stato deve intervenire specie nei momenti di crisi per dare sollievo e stimolo economico. Supponiamo (per pura ipotesi di lavoro, del tutto astratta viste le considerazioni precedenti) che quei 1.000 Eur arrivino tutti agli “operai” dell’industria cinematografica; loro e le loro famiglie sarebbero, è vero, più ricchi di 1.000 Eur. Ma, come direbbe Bastiat (cfr. Frédéric Bastiat, Ciò che si vede, ciò che non si vede. E altri scritti, Rubbettino, 2005), bisogna considerare “ciò che non si vede”!
La società e l’industria nel suo complesso non sarebbero più ricche nemmeno di mezzo euro. Quei 1.000 Eur destinati forzosamente all’industria cinematografica, sono stati tolti ad altri operai, ad altri fornitori, calzolai, librai, etc. cui i privati cittadini li avrebbero destinati, se lo stato non glieli avessi tolti dalle tasche.
Infatti, giacché lo stato non ha risorse proprie: ogni spesa pubblica si sostituisce ad una spesa privata.
Quei 50 centesimi a me forzosamente sottratti, li avrei potuti impiegare per acquistare delle caramelle: con il che l’industria delle caramelle (gli operai che ci lavorano) sarebbero stati più ricchi di 50 centesimi. Ed ogni proprietario vittima della spoliazione legale, avrebbe liberamente deciso sulla base delle proprie decentrate informazioni ed attitudini come impiegare quella ricchezza, distribuendola naturalmente nella società.

Ogni sovvenzione statale non crea dunque ricchezza, semplicemente la sposta. Nello spostamento di questa ricchezza creata da quei vergognosi criminali chiamati “proprietari” nel tanto cattivo ed imperfetto “mercato”, il Leviatano ne distrugge una parte (i soldi che rimangono attaccati alle mani dei politici, dei burocrati, degli esattori etc.).
Questo spostamento artificiale della ricchezza è sempre arbitrario, ingiusto, conflittuale, inefficiente, inutile e quasi sempre svantaggioso anche per la “società presa nel suo complesso” (per dirla con la corrente neolingua).

domenica, luglio 11, 2010

Claudio Risé e Claudio Bonvecchio: il lato oscuro della società moderna. 6^ parte. L'incontro con l'Ombra

Claudio Risé e Claudio Bonvecchio: il lato oscuro della società moderna. 5^ parte. La violenza "soft" della società senza padre

Claudio Risé e Claudio Bonvecchio: il lato oscuro della società moderna. 4^ parte. Diversità e proiezione dell'Ombra

Claudio Risé e Claudio Bonvecchio: il lato oscuro della società moderna. 3^ parte. La Grande Madre e il consumismo

Claudio Risé e Claudio Bonvecchio: il lato oscuro della società moderna. 2^ parte. Le spinte istintuali