venerdì, marzo 13, 2009

Rito della Benedizione chiesta al Padre dai padri per i propri figli

Mentre su più fronti continuano nella nostra società, e spesso nella voce frastornante dei media, l’attacco e la denigrazione contro la figura paterna, si diffonde invece in tutta Italia con un silenzio che esprime autentica devozione il “Rito della Benedizione chiesta al Padre dai padri per i propri figli”. Lo spunto iniziale è venuto dalla “Lista per il padre” (nel riferimento al Documento per il padre http://www.claudio-rise.it/documento_per_il_padre.htm).


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La settimana per i padri

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sabato, febbraio 21, 2009

Povia: Luca era gay - Video e testo



Testo

Luca era gay e adesso sta con lei Luca parla con il cuore in mano Luca dice
sono un altro uomo,

Luca dice: prima di raccontare il mio cambiamento sessuale volevo chiarire che
se credo in Dio non mi riconosco nel pensiero dell’uomo che su questo
argomento è diviso,
non sono andato da psicologi psichiatri preti o scienziati sono andato nel mio
passato ho scavato e ho capito tante cose di me
mia madre mi ha voluto troppo bene un bene diventato ossessione piena delle
sue convinzioni ed io non respiravo per le sue attenzioni
mio padre non prendeva decisioni ed io non ci riuscivo mai a parlare stava fuori
tutto il giorno per lavoro io avevo l’impressione che non fosse troppo vero
mamma infatti chiese la separazione avevo 12 anni non capivo bene mio padre
disse è la giusta soluzione e dopo poco tempo cominciò a bere
mamma mi parlava sempre male di papà mi diceva non sposarti mai per carità
delle mie amiche era gelosa morbosa e la mia identità era sempre più confusa

Luca era gay e adesso sta con lei Luca parla con il cuore in mano Luca dice
sono un altro uomo
Luca era gay e adesso sta con lei Luca parla con il cuore in mano Luca dice
sono un altro uomo

sono un altro uomo ma in quel momento cercavo risposte mi vergognavo e le
cercavo di nascosto c’era chi mi diceva “è naturale” io studiavo Freud non la
pensava uguale
poi arrivò la maturità ma non sapevo che cos’era la felicità un uomo grande mi
fece tremare il cuore ed è li che ho scoperto di essere omosessuale
con lui nessuna inibizione il corteggiamento c’era e io credevo fosse amore sì
con lui riuscivo ad essere me stesso poi sembrava una gara a chi faceva meglio
il sesso
e mi sentivo un colpevole prima o poi lo prendono ma se spariscono le prove poi
lo assolvono cercavo negli uomini chi era mio padre andavo con gli uomini per
non tradire mia madre

Luca era gay e adesso sta con lei Luca parla con il cuore in mano Luca dice
sono un altro uomo
Luca era gay e adesso sta con lei Luca parla con il cuore in mano Luca dice
sono un altro uomo

Luca dice per 4 anni sono stato con un uomo tra amore e inganni spesso ci
tradivamo io cercavo ancora la mia verità quell’amore grande per l’eternità
poi ad una festa fra tanta gente ho conosciuto lei che non c’entrava niente lei mi
ascoltava lei mi spogliava lei mi capiva ricordo solo che il giorno dopo mi
mancava
questa è la mia storia solo la mia storia nessuna malattia nessuna guarigione
caro papà ti ho perdonato anche se qua non sei più tornato
mamma ti penso spesso ti voglio bene e a volte ho ancora il tuo riflesso ma
adesso sono padre e sono innamorato dell’unica donna che io abbia mai amato

Luca era gay e adesso sta con lei Luca parla con il cuore in mano Luca dice
sono un altro uomo
Luca era gay e adesso sta con lei Luca parla con il cuore in mano Luca dice
sono un altro uomo.


www.povia.net

Oltre l'omosessualità: ascolto terapeutico e trasformazione

mercoledì, gennaio 28, 2009

Basta razzismo contro i Veneti. Solidarietà al Patriarca di Venezia Angelo Scola

Ricevo dagli Amici di Raixe Venete e volentieri rilancio il seguente Comunicato Stampa.

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Continua su diversi giornali locali del Veneto una campagna diffamatoria e intollerante nei confronti dei veneti: l'ultimo caso risale al 26 gennaio 2009, quando sulle pagine del Mattino di Padova, Tribuna di Treviso e Nuova di Venezia è apparso un articolo a firma del caporedattore Giorgio Sbrissa dal titolo "Nordest, i peccati che Scola dimentica".
Nell'intervento viene criticato il Patriarca di Venezia Angelo Scola reo, secondo l'autore, di aver elogiato i Veneti quali portatori di qualità e di valori che potrebbero essere esempio per tutta l'Italia in questo momento particolarmente difficile.

"Dal boom economico (nella società veneta) sono aumentate l'intransigenza, l'intolleranza, la chiusura, l'evasione fiscale, l'esportazione di rifiuti e l'importazione di donne schiave, il tosismo e gentilinismo, le mercedes e i suv, la corsa ai consumi, il lusso, l'ostentazione, la violenza, l'abuso di alcol e di droghe, le truffe e i fallimenti, senza scordarci i Maso o i coniugi veronesi che hanno bruciato vivo un loro dipendente per intascare i soldi dell'assicurazione. Nel Nordest in questi decenni sono state erette molte chiese al dio... denaro. Perciò non siamo convinti che oltre ai manufatti industriali abbiamo anche dei valori morali alti e peculiari da esportare", questa è la conclusione dell'articolo.
Sarebbe questa la considerazione che i giornali in questione hanno nei confronti dei loro lettori?

Forse il signor Sbrissa non sa che la Venetia (ci perdonerà ma preferiamo usare questo termine che da sempre indica la Terra veneta rispetto all'artificiale "Nordest") è prima in solidarietà: le statistiche parlano di una associazione di volontariato ogni 1.400 persone, rispetto a una ogni 3.500 abitanti in Italia!

Come FALSA è la convinzione che vede il Veneto come terra degli evasori fiscali: secondo una ricerca presentata da Unioncamere Veneto nel 2007 il Veneto è la ragione con la minore evasione fiscale!

FALSO è ritenere i Veneti intolleranti e chiusi: Treviso per esempio è la prima provincia per integrazione di immigrati e il Veneto è la regione dove in media gli immigrati si sono meglio integrati (fonte Caritas).

Ma qualcosa di vero nell'articolo Sbrissa lo scrive: nella società veneta sono in aumento la corsa ai consumi o l'abuso di alcol e di droghe, come pure una certa perdita di valori che da sempre contraddistinguono il nostro Popolo. 142 anni di italianizzazione forzata hanno infatti portato, anche in Veneto, modelli di vita e disvalori che in parte hanno contribuito a cambiarci.
Un indottrinamento continuo
, attraverso i mass media, ci descrive una società in cui il furbo di turno la fa sempre franca e la giustizia non viene applicata a dovere.
Dobbiamo essere e sentirci italiani in uno stato con politici corrotti, in cui non viene premiato il sacrificio e i valori tipici della nostra gente bensì l'arrivismo a tutti i costi, il degrado e il menefreghismo.
In questo siamo immersi noi veneti da troppi anni; in una realtà come la nostra il valore del lavoro è sfruttato abilmente per ridurci ad una colonia produttiva in cui non ci viene dato nemmeno il tempo di fermarci mai ad alzare gli occhi e a ragionare su dove stiamo andando.

Se qualcosa in peggio è cambiato non è qui che si deve puntare il dito. Anzi, nonostante l'Italia siamo ancora i primi in mille statistiche, dalle donazioni organi e del sangue alla raccolta differenziata, solo per citare altri due esempi.

Se per un attimo potessimo guardare alla nostra società dal di fuori, ci verrebbe quasi da sorridere davanti ad una situazione paradossale: un Popolo che quand'era indipendente ha saputo creare una società ammirata da tutto il mondo, la Serenissima Repubblica Veneta, durata più di 1.100 anni, ora è costretto a modelli e disvalori che lo stanno trasformando nell'ombra di quello che fino a pochi anni fa è stato, e questo in maniera subdola, togliendo a quella gente la propria storia e identità, minimizzando e ridicolizzando la loro cultura.

Come se ciò non bastasse, gli si punta poi il dito contro colpevolizzandolo perché si sarebbe ridotto così, perché cioè sarebbe diventato proprio l'effetto di quella italianizzazione così fortemente voluta a partire dal 1866, anno di annessione del Veneto all'Italia.
Verrebbe da sorridere se tutto questo non fosse invece tragicamente reale ed attuale.
Ma qualcosa in noi Veneti è sempre vivo, non ci siamo arresi e non abbiamo perso la nostra natura, come confermano le statistiche: stia tranquillo Sbrissa, i valori che Scola ha portato da esempio sono ancora in noi, fanno parte di noi.

Da parte nostra l'augurio ai Veneti di oggi di riprendersi in mano il loro destino e di tornare liberi di crescere nuovamente, in una società in cui siano rispettati, in cui i valori che da sempre li caratterizzano contraddistinguano le loro istituzioni e i rapporti sociali fra le persone.
Abbiamo il diritto ad una società migliore e a costruire liberamente il nostro futuro.


Associazione Veneto Nostro - Raixe Venete


Per scrivere alla redazione dei giornali dove è stato pubblicato l'articolo contro i veneti:
mattino@mattinopadova.it
tribunatv@tribunatreviso.it
nuovavenezia@nuovavenezia.it