sabato, aprile 05, 2008

Juno, Mughini, e la saggezza della lista pazza

Ricevo da Francesco Agnoli, Capolista in Veneto 2 della "Lista per la moratoria - Aborto? No, grazie", e volentieri pubblico qui.

E' uscito anche nelle sale italiane il film Juno, la storia di una ragazza di 16 anni che vorrebbe abortire ma poi, dopo aver capito che il suo bambino è già perfettamente formato, che ha occhi, unghie, mani, esattamente come lei, decide di partorirlo e di darlo in adozione. Il film è una commedia, divertente ma anche pensierosa, profonda, che aprirà gli occhi a tante persone sulla realtà del concepito, di quello che in troppi continuano a definire un "grumo di cellule".
Giampiero Mughini, su Libero del 4 aprile, ha raccontato di aver visto il film, ma di non essere riuscito a guardare la scena in cui viene mostrata l'ecografia e il feto si rivela per quello che è, "ossia una creatura piena". "Ho abbassato gli occhi - ha proseguito Mughini - perché non reggevo quell'immagine, e nel frattempo la memoria mi correva a quel giorno in cui accompagnai la mia fiamma bionda da una mammana. Un ricordo devastante che non mi risparmia, a quasi quarant'anni di distanza".
A Juno è andata meglio: vedere la realtà, incontrare attivisti del mondo pro life, le ha permesso di ripensare alla sua scelta, e di trasformarla in un atto d'amore. Non dovrà dire, come fece Emma Bonino ricordando il suo aborto, di aver provato "solitudine, umiliazione, rabbia e un gran bisogno che tutto finisse subito…." (Grazia, 17/3/2005).
Rimane da chiedersi per chi voterebbe, oggi, se vivesse in Italia, Juno: certamente apporrebbe la sua x sul simbolo della lista Ferrara. Perchè capirebbe benissimo che lottare contro l'aborto è lottare per la vita, per le donne e i bambini. Per questo, come lista, saremo davanti ai cinema, in questi giorni, a distribuire i "piedini preziosi", una bellissima spilla che riproduce a grandezza naturale i piedini di un bimbo di 10 settimane: piedini troppo preziosi, appunto, perchè vengano "buttati via" (Nek) con troppa facilità.
Francesco Agnoli

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