domenica, marzo 16, 2008

Perché scegliere la Lista per la moratoria

“Ferrara non deve parlare!”, “Vergogna!”, “La 194 non si tocca!”, “Ferrara è inconcepibile!”, questo lo stile comunicativo della trentina di contestatori, femministe e no global, che ieri sera a Conegliano hanno cercato di impedire l’accesso al Toniolo. Con provocazioni fisiche, spintoni e qualcosa di più.
Ma l’auditorium si è comunque riempito, Giuliano Ferrara e Francesco Agnoli sono stati accolti da fragorosi applausi.
Agnoli, Capolista in Veneto 2, ha introdotto la “Lista per la moratoria – Aborto? No, grazie”, “lista pazza” perché composta da donne e uomini cui non interessa diventare sottosegretari di qualche governo, donne e uomini che nessun partito avrebbe candidato, donne e uomini che hanno riconosciuto nella battaglia per la vita “l’idea di fondo che deve ridiventare persuasiva, al posto delle televisioni e del sol dell’avvenire”. Donne e uomini, molti dei quali del Movimento per la vita, che per decenni hanno svolto un’attività eroica, quasi in clandestinità, sussurrando nell’ombra, organizzando convegni semideserti (alla presenza di qualche Vescovo), perché colpiti da un’interdetto sociale.
Francesco Agnoli, appassionato studioso di bioetica, collaboratore de “Il Foglio” e di “Avvenire”, firmatario del Documento per il padre, ha evidenziato nella sua breve relazione un aspetto spesso oscurato ma centrale della “cultura di morte”: la delegittimazione istituzionale della paternità, risoltasi in una deresponsabilizzazione che spesso condanna la donna alla solitudine, o addirittura porta l’uomo a spingere la donna verso la scelta più tragica.
Dell’intervento di Giuliano Ferrara ha colpito la sua serena posatezza (evidenziata ancor più dal rancore dei contestatori), tutta incentrata sulla “logica del promuovere, non del giudicare o colpire”.
Il Direttore de Il Foglio ha spiegato come la Lista per la vita non sia “una setta di fissati dello zigote, c’è una questione antropologica fondamentale visibile da chiunque sia privo del filtro dell’ideologia”.
Ferrara ha altresì sottolineato come il potere di scegliere arrivi sempre e solo dopo il confronto con la verità: non è vero che il figlio, il terzo che viene da un rapporto d’amore tra un uomo e una donna, esiste solo se una donna lo accoglie, è una verità oggettiva.
La “Lista per la moratoria – Aborto? No, grazie” “non danneggia nessuno, promuove qualcosa di più” – ha spiegato Ferrara. Il Direttore ha infine chiarito di non negare l’esistenza di altri problemi politici (la sicurezza, il potere d’acquisto, l’imposizione fiscale alle stelle), per i quali ognuno può esprimere una preferenza per l’elezione del Senato, dove la lista antiabortista non corre.
Scegliere la Lista per la moratoria contro l’aborto – che non è un partito, significa dare un segnale forte contro quello smarrimento antropologico che si manifesta sia nelle reazioni più scomposte e violente alle proposte razionali che si fanno portatrici della “propensione a favorire il meglio”, sia nella volontà dei grandi partiti di non assumere posizioni chiare su fondamentali questioni antropologiche, abusando del concetto di “libertà di coscienza”.

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