giovedì, febbraio 28, 2008

Oliviero Toscani è il vero carnefice

A seguito dell'ignobile Campagna pubblicitaria lanciata da Oliviero Toscani e la rivista "Donna Moderna" (clicca qui), invito tutti a richiedere l'intervento dell'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria (Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - Via Larga 15 - 20122 MilanoTel. 02.58304941 - Fax 02.58303717e-mail: iap@iap.it), ed esprimere il più profondo disgusto alla rivista "Donna Moderna" (in http://www.donnamoderna.com/upload/scrivi?dest=114&prefix=MESSAGGIO+DAL+SITO:&titolopagina=&allegato=n).

Qui riporto i miei due messaggi fatti arrivare a chi di dovere:

Spett.le Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria,
Vi chiedo di intervenire con fermezza contro lo scempio ancora una volta perpetrato a danno dei bambini e dei maschi, dall'ennesima campagna pubblicitaria che subordina al danaroso impatto mediatico i più elementari principi di tutela della dignità dell'infanzia e della maschilità. Oliviero Toscani potrà sempre gridare alla censura e inneggiare al "successo" della sua Campagna, le sue tasche rimarranno piene del peggior denaro, quello guadagnato con la violenza e la discriminazione razzista. Il danaro lucrato a danno dell'educazione delle più giovani generazioni, ridotte a strumento per disinvolte ed ipocrite scorribande ideologiche. Ma non passi questo modo di fare comunicazione, l'ipocrisia di chi dice di voler colpire la violenza, ma colpisce e basta. La cosa più preziosa: l'innocenza dei bambini, maschi e femmine. E la dignità maschile.

Paolo Marcon

Vittorio Veneto (TV)



Spett.le Donna Moderna,
Sono venuto a conoscenza della vergognosa Campagna pubblicitaria - credo da Voi finanziata - di Oliviero Toscani. http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/cronaca/campagna-toscani/1.html . Vi scrivo per informarVi che, al pari di molti amici, ho già scritto all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria per richiedere il più fermo intervento contro questa vergognosa iniziativa, che colpisce l'innocenza dei bambini, maschi e femmine, con una violenza inaudita. La mancanza di scrupoli e la Vs. ipocrisia (non posso pensare che chi ha ideato questa campagna sia così ignorante da non rendersi conto dell'impatto diseducativo e della fortissima violenza psicologica di cui è promotrice) mi lascia sconcertato. Essendo naturalmente il Vs. un periodico glamour diretto ad un pubblico femminile, mi domando se tra di voi e le vostre lettrici ci sono madri di figli maschi, mi domando se ci sono madri di bambine che vedranno quell'immagine, e cominceranno a diffidare e poi odiare i loro compagni di gioco. Mi domando quale idea di società state contribuendo a costruire. Naturalmente mia madre e mia sorella, che talvolta acquistavano la vs. pubblicazione, hanno già accolto il mio invito di non farlo più, lo stesso faranno altre due mie amiche e conto di continuare a farvi la pubblicità che meritate anche con altre conoscenti. Profondamente disgustato,

Paolo Marcon Vittorio Veneto (TV)

sabato, febbraio 09, 2008

Raixe Venete e democratizzazione giacobina



Dalla home page del sito della benemerita Associazione Raixe Venete, è possibile accedere in questi giorni a tre video di Storia Veneta, in cui si racconta ciò che è ancora censurato nei libri di storia col bollino del ministero della pubblica istruzione italiana: come e perché e per opera di chi finì la Repubblica Serenissima.
Utile anche per capire che la modernità politica è figlia del tempo in cui, nelle terre dei nostri padri, chi gridava "Viva San Marco!" veniva fucilato.