domenica, giugno 24, 2007

A Father's choice

Via marcobiondo (blog in continuo aggiornamento, da visitare sempre)

In produzione, basato su una storia vera

A Father's Choice



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giovedì, giugno 14, 2007

Mariano Bassi chiama, Paolo Ferrero risponde?

Una task force di 500 giovani psichiatri, già pronti e formati facendo tesoro delle migliori esperienze internazionali, preparati ad andare nelle scuole e nei punti di ritrovo degli adolescenti, per mettere a disposizione dei ragazzi le informazioni sui pericoli ed i gravi rischi che si corrono fumando cannabis, e i suoi derivati.
500 giovani esperti per cominciare a fare quel che in Francia, Spagna, Germania, Stati Uniti, ed altri Paesi si fa da anni: informare sulla nocività di una droga che i ragazzi cominciano ad assumere ormai dagli 11-12 anni; una droga, la cannabis, che fa esplodere violenze ed aggressività, che brucia il cervello dei giovanissimi, per sempre.
Una droga sempre più potente e potenziata, diffusa ed indistinguibile nelle versioni che possono paralizzare, distruggerti un organo interno, o uccidere: mischiata con microbiglie di vetro e/o Ogm.
Il dott. Mariano Bassi - Presidente della Società Italiana di Psichiatria, che lo scorso 5 giugno in conferenza stampa a Milano ha confermato tutti i dati allarmanti del fenomeno cannabis, presentati anche nel recente libro di Claudio Risé Cannabis. Come perdere la testa e a volte la vita, ha richiesto un incontro urgente con il Ministro Paolo Ferrero, entro il mese di giugno, fornendo al governo tutta la disponibilità, sua e della SIP, per colmare il grave ritardo in cui si trova il nostro Paese nell'intraprendere azioni di dissuasione contro l'uso di cannabis, rivolte specificamente ai più giovani.

Paolo Ferrero risponde, o il suo cervello è una stanza col buco?
Livia Turco risponde, o gli unici consigli che è disposta ad ascoltare sono quelli di Luca Casarin?
E cosa ancora dovrà scontare la società italiana, per la salvaguardia degli equilibri politici di una casta al potere?
E se non si arresta da solo, non sarà ora che l'arrestiamo noi il progetto nichilistico di distruzione della società italiana che possiede questo governo?
Di ri-affermare la nostra libertà?

domenica, giugno 10, 2007

La Turco e la cannabis: un ministro nell'angolo

Molto istruttivo è prendersi un po' di tempo per ascoltare questo intervento del ministro Turco alla trasmissione di Radio 24 Viva Voce, del bravo Giuseppe Cruciani.
Ne esce limpida l'immagine di un ministro in difficoltà e balbettante, ben lontano dal prendere una posizione chiara e forte su un problema grave come quello della diffusione della cannabis tra i ragazzi.
Il punto più basso si ha quando Turco, nell'angolo, "ammette" la necessità di richiedere alle nostre istituzioni sanitarie dati certi sui danni da consumo di cannabis...
Qualcuno faccia per piacere sapere al Sig. Ministro, che quei dati ci sono già, da anni, e se lui non fosse l'esponente di una classe politica irresponsabile ed incompetente, dovrebbe conoscerli (basta che apra i cassetti del suo ministero):

(Da: Cannabis. Come perdere la testa e a volte la vita, Ed. San Paolo, 2007)
«L'anno 2003 fu [...] testimone di un fatto scientifico rilevante: gli esperti del Consiglio Superiore della Sanità (CSS), tra i quali il farmacologo Silvio Garattini, consegnavano al Ministro della salute Girolamo Sirchia, una relazione in cui si esplicitavano i gravi rischi connessi all’uso dei cannabinoidi, soprattutto presso gli adolescenti, sfatando l’opinione diffusa che la cannabis fosse da considerarsi una droga leggera.
In questo documento i membri del Consiglio lamentavano il silenzio steso dalla stampa e dai mass-media sui recenti lavori scientifici, che chiarivano la correlazione tra l’uso della cannabis e lo sviluppo di alcune malattie mentali: secondo i risultati cui erano pervenuti, l’uso protratto della cannabis induceva attacchi psicotici in soggetti già predisposti ed esacerbava i sintomi di pazienti già diagnosticati come tali. E soprattutto: si era riscontrato che l’assunzione di cannabis nell’età dell’adolescenza aumentava, in modo proporzionale alla dose, il rischio di sviluppare schizofrenia. [...]
Ulteriori indagini poi, svolte presso adolescenti scolarizzati (14-15 anni), mostravano dati che assicuravano la relazione tra l’uso della cannabis nell’adolescenza e la successiva comparsa di depressione ed ansietà entro i successivi 7 anni (e riguardo a questo gli studiosi del CSS sottolineavano che era l’uso di cannabis ad essere predittivo di tali disturbi, e non la presenza di essi a spingere verso queste droghe). Per questi motivi gli esperti chiedevano che a livello mediatico venissero finalmente fornite corrette e aggiornate indicazioni sui rapporti diretti fra uso della cannabis e sviluppo di problemi per la salute mentale: psicosi, schizofrenia, depressione ed ansietà potevano essere la tragica conseguenza della leggerezza con cui veniva affrontata la pratica di usare cannabinoidi per scopi ricreativi.
Poche settimane dopo infatti, il Ministero della Salute emetteva un comunicato stampa che riportiamo integralmente: «Il Ministro della Salute Girolamo Sirchia ha richiesto al Consiglio Superiore di Sanità di elaborare un documento sugli effetti collaterali della Cannabis. Il Consiglio Superiore di Sanità, Sezione V, ha così valutato la recente letteratura e in modo particolare i risultati di alcuni studi clinici i cui contenuti sono riassunti in una relazione elaborata dal prof. Silvio Garattini, che costituisce parte integrante del parere emesso dal Consiglio.
In particolare, tenuto conto che il numero degli adolescenti che fumano Cannabis è elevato nel nostro Paese, il Consiglio Superiore di Sanità ritiene che l’uso della Cannabis sia gravato da pesanti effetti collaterali quali dipendenza, possibile progressione all’uso di altre droghe quali cocaina e oppioidi, riduzione delle capacità cognitive, di memoria e psicomotorie, disturbi psichiatrici quali schizofrenia, depressione e ansietà; possibili malattie broncopolmonari tra cui bronchite ed enfisema.
Inoltre il Consiglio ritiene che giovani e adolescenti siano particolarmente vulnerabili ai suoi effetti negativi. Pertanto il Consiglio ritiene che la Cannabis non debba considerarsi ‘droga leggera’ e che il suo consumo non rappresenta quindi un’abitudine priva di conseguenze sulla salute. Il Consiglio Superiore di Sanità auspica quindi che le autorità competenti provvedano a dare ampia e incisiva informazione agli adolescenti riguardante gli effetti collaterali della Cannabis e in particolare sui rapporti diretti tra uso della Cannabis e sviluppo di problemi per la salute mentale, quali depressione, ansietà e schizofrenia».

(Tratto dal libro di Claudio Risé, Cannabis. Come perdere la testa e a volte la vita, Ed. San Paolo, 2007)

Ho fatto un sogno libertario...

Dr. Ron Paul for President