mercoledì, agosto 16, 2006

Ancora sul consumo, e il consumismo

L'argomento, in apparenza delicato, nella sua svariata complessità, per i selvlibertari, lo si era già trattato qui e qui. Interrompo ora la bevuta del mio vino (la vacanza), per raccomandare la lettura di questo bel post di Jackie, coblogger di Ideas Have Consequences.
Che mi suggerisce, tra le altre cose, quanto importante sia oggi formarsi una robusta cognizione economica della realtà, indispensabile elemento di una complessiva teoria dell'azione.
Nell'epoca in cui il Principe si è scelto per consiglieri gli economisti, l'ignoranza economica è fra le componenti primarie della distorsione delle percezioni della realtà (e non solo delle percezioni, a ben riflettere...), che incatena sempre più. L'immagine che ci si presenta alla vista, è quella antichissima dell'Uroboros, il serpente che si morde la coda. L'effigie del Leviatano.
Jackie, basandosi sulla teoria austriaca, ci spiega perché «nessun consumismo sarebbe possibile in una società libera». Fatto che non ci coglie di sorpresa, dato che fra imboscati ci è parso da tempo di intuire, su un altro piano di analisi, la comune radice psicologica, oseremmo dire spirituale, della statualità burocratica e dei comportamenti di consumo insensato e compulsivo.
(E sia detto senza ombra di moralismi, giacché da queste parti si rispetta e si ama molto per esempio il lusso).